Chrysler PT Cruiser 2001

Marchionne vs. lobby aliene: il caso Chrysler PT Cruiser

Prima c’era Chrysler, l’invenzione della galleria del vento e tanta eleganza made in USA. Poi sono arrivati a far danni i tedeschi, che probabilmente erano in combutta con gli alieni. Alla fine è arrivato Marchionne, che ha salvato capra e cavoli. Vi racconto tutti i misteri dietro alla Chrysler PT Cruiser.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, quando ancora Marchionne vagava come una zanzara milionaria nel cosmo, lontano anni luce da pizza, FIAT & mandolino, Chrysler pensava da sola alle proprie sorti. Aerodinamicamente proiettata nel futuro, un bel giorno si scontrò, sempre aerodinamicamente, contro l’adamantino potere di persuasione tedesco. Cominciato con uno “Zì zì, noi fare CRANTI cose inzieme”, l’affare degenerò in una progressiva contaminazione teutonica dei veicoli statunitensi che pertanto persero la leggiadria che li aveva storicamente contraddistinti.

Alla Daimler-Benz, che ha fatto a Chrysler un po’ la stessa cosa che Stalin ha fatto a Majakovskij, è da imputare una serie di colossali, pancontinentali figuracce del colosso americano. Dopo l’uscita della Crossfire, nota al pubblico per il suo cofano lungo quanto una baguette in scala 50:1, e dopo la 300 M, che doveva ispirarsi alla 300 degli anni ’50 ma di fatto ha solo provocato il rivoltarsi nella tomba dei vecchi progettisti, nell’anno del Signore 2000 venne presentata la Chrysler PT Cruiser, commercializzata a partire dal 2001:

Chrysler PT Cruiser 2000

Ora, lungi da me fare la complottista. Ma ricordate il 2000, con quel macello del Millennium Bug, per cui tutta la popolazione terrestre cercò disperatamente per mesi di riversare la colpa di una catastrofe annunciata – ma mai verificatasi – su un capro espiatorio scelto a caso fra le classiche minoranze culturali vessate da tutti? Dagli al bastardo babilonese, inventore dello zero! E vogliamo parlare del 2001, delle Torri Gemelle?

Coincidenze? NON CREDO.

Insomma, ci sono prove sostanziali che la Chrysler PT Cruiser sia stata inviata sulla Terra da una lobby aliena interessata a porre fine alla nostra specie seminando zizzania fra le tribù umane. Non so quale tecnologia impiegasse ma sicuramente i maître constructeurs, sotto la cloche di quel cofano gibbuto, avevano nascosto roba in grado di scombinare le sinapsi della gente su scala planetaria. Guardate in faccia la PT Cruiser e provate a negare l’evidenza: quest’auto vi guarda e vi sfotte, con i suoi occhietti ovali alienoidi e la boccuccia malvagia della calandra, fiera del suo piano malvagio che non scoprirete mai.

Rideva, quella stronza, finché non è finita nelle grinfie dell’Euro NCAP* (*l’ente per la valutazione della sicurezza passiva delle automobili nuove), che l’ha fatta schiantare alla vertiginosa velocità di 64 km/h contro un muro per vedere come se la cavava e ha appurato che se la cavava male. Di brutto. Ciononostante, Chrysler l’ha presa con filosofia e ha deciso che, se la PT Cruiser doveva comunque accartocciarsi come una lattina contro una Panda 750 qualsiasi guidata da una vecchia qualsiasi, allora tanto valeva risparmiare sul tetto. In ogni caso, il terribile virus alieno nascosto nel cofano avrebbe potuto sopravvivere a qualsiasi urto. Quindi, nel 2005, gli ammeregani hanno fatto uscire la versione Convertible:

Chrysler PT Cruiser Convertible

Meanwhile, in Switzerland…

Nel frattempo il Sergione nazionale si appropinquava loscamente alla madrepatria: dopo trent’anni di succo d’acero aveva deciso che la fondue di groviera forse si confaceva di più ai suoi gusti, e i primi anni 2000 lo vedono alla guida di importanti multinazionali con sede in Svizzera. La barbarica discesa in Italia coglie tutti alla sprovvista: nel 2005 Marchionne assume la guida di FIAT Auto (pace all’anima sua) e in tutta risposta Papa Giovanni Paolo II tira il calzino (gloria nell’alto dei cieli).

È più o meno a questo punto che inizia quella gimcana di euro, dollari e mazzette in tutte le valute del mondo che porterà all’homepage del sito di FCA Group così come la conosciamo oggi: un’imbarazzante ostentazione di tutto ciò che sta sotto il controllo di S.M. (scritto con le sole iniziali fa ancora più paura). Sotto l’inesorabile ruota del Vile Danaro sono finiti tutti, uno dopo l’altro: da Alfa Romeo a Jeep, da Maserati a Ferrari. Rassegnatevi, è tutto suo. E quello che non piace a Sergio, Sergio lo uccide. Anche se si tratta di lobby aliene dotate di sconvolgente tecnologia nascosta nei cofani delle pseudoberlinemonovolumeanni30. Sergio > Alieni.

A Marchionne piacciono i SUVVONI, gli piacciono le BERLINONE. Grossi, cattivi, potenti e, possibilmente, indistruttibili. E così, come tanti modelli più o meno fortunati, anche la PT Cruiser si è quindi vista cancellare con un gesto di spugna da tutti i listini del mondo. Nel 2010 è terminata la sua produzione e, con essa, per il momento, ogni possibilità da parte di civiltà aliene di distruggere la nostra specie anche se, a quanto mi risulta, gli umani continuano imperterriti a condurre guerre rigorosamente inutili. Si sa, le vecchie abitudini sono dure a morire.

In attesa di interessanti rivelazioni, da parte di ilgombloddo.net e le altre illuminate testate del settore, in merito alle plausibili connessioni esistenti fra l’assorbimento di Chrysler da parte di FIAT/Marchionne e la repentina scomparsa dalla PT Cruiser dai listini, vi lascio con l’immagine di una delle sue ultime versioni, la PT Street Cruiser Pacific Coast Highway:

Chrysler PT Street Cruiser Pacific Coast Highway

Un commento politically correct? È blu.

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